❝ … e quando noi manchiamo a noi stessi, tutto ci manca.

— I dolori del giovane Werther - J. W. Goethe (via pragmaticamente)

10:03

Parigi, Parigi a me va bene per non tornare più (?)

4:57

Tutto quello che fai e soprattutto tutto quello che non fai mi fa pensare di non doverti pensare più di doverti dimenticare, di lasciare le cose così. Ma fuori, fuori tutto parla di te, mille cose insistentemente mi portano a te.
Per esempio, quante probabilità c’erano che passando vicino casa tua sull’autobus vedessi tua madre in macchina?
Secondo me zero, ma è successo.
No dico io. Vorrei solo sapere perché. Perché. Semplice crudeltà della vita, ironia della sorte, come si dice? Be’ ironia non mi fai ridere per niente! Ciao.

4:55

Sai come quando inizi a scrivere qualcosa su un foglio, poi delle volte succede qualcosa, tutto si fa confuso e non ne trovi più il senso allora inizi a cancellare tutto con la penna energicamente, tracci linee pesanti su tutto il foglio in tutte le direzioni in modo circolare e in diagonale, dura meno di un secondo, cancelli tutto rendendolo indecifrabile accartocci il foglio e lo butti nella spazzatura.
Ecco. Più o meno è successo questo. Solo che il foglio eravamo noi e fa un po’ più male. Tanto, male.

8:19
4. How To Disappear Completely - YouTube ↘

Questo.

7:53
❝ Every word has consequences. Every silence, too.

— Jean-Paul Sartre, from The Sellected Essays (via violentwavesofemotion)

11:21
❝ Per questo mondo odierno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta. Perché hai una dimensione in più. Chi vuol vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria.

Il lupo della steppa, Hermann Hesse (via lalberodimelograno)

(Fonte: anatomiadellamalinconia)

10:53

È come se tutte le collane della mia vita si fossero ritrovate insieme ingarbugliate in unico nodo nella stessa scatola e io non sapessi da dove cominciare per iniziare a scioglierle e snodarle e pensassi di lasciarle tutte insieme lì, annodate, e andare a cercare una collana nuova, senza nodi, senza qualcosa che faccia male, senza qualche difetto prodotto in serie.

8:45

11:34

Ogni tanto mi sembra di avere dentro la me da piccola che si nascondeva nell’armadio. In certi momenti mi sembra che ci sia un’armadio, qualcosa di simile, un burrone come quello di Alice, un oblio alla fine del petto verso giù all’infinito, qualcosa di buio e di lontano dove risiede una parte di me come fosse protetta ma fragile allo stesso modo ed esposta, nuda. Se penso al vuoto allo stomaco lo immagino circolare questo è verticale e non ne vedo la fine.
Mi vien da piangere e basta.

11:11
❝ Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

— Eugenio Montale (via toutcequirest)

4:32

nevver:

Paradise lost, Valérie Anex

8:15

La grande tristezza.

10:15
❝ C’è un’isola in me,
dove il vento soffia
di terra, e quando il mare urla
la sabbia impazzisce.
E c’è sempre luce,
ma non è mai giorno.

— Fernando Pessoa. (via egoteque)

(Fonte: le9porte)

9:24
❝ La fame sono io. Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l’essere, quel vuoto che attanaglia, quell’aspirazione non tanto all’utopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c’è niente, imploro che vi sia qualcosa.

Biografia della fame
Amélie Nothomb

(via bloody-rainbow)

4:45
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